Piccole Donne.


… piccole donne, i bimbi crescono i giochi non ti sono mai bastati neanche le botte che gli hai dato sotto la luna senza fiato lo scriverò su tutti i muri dio c’è con tutti gli altri nomi sacre scritture dell’informazione scoppia la guerra del rumore… (*)

Roma 19/04/2013. La tragedia odierna è l’ennesima triste storia fatta di denunce, maltrattamenti e infrazioni alle restrizioni imposte dal giudice. L’epilogo: oggi, dopo aver inseguito la donna prima sulla Via Ostiense per poi bloccarla verso la zona di Acilia, Mauro Berrettini di professione Guardia giurata ha scaricato sei colpi, attraverso il finestrino della sua Punto, addosso alla sua ex-moglie, Michela Fioretti. Il Berrettini allontanatosi dalla scena ha poi tentato il suicidio sparandosi a sua volta. La Fioretti, è morta durante il trasferimento al Grassi di Ostia dove lei stessa lavorava come infermiera mentre il Berrettini, è ricoverato in condizioni gravissime al San Camillo di Roma.

Pesaro 18/04/2013. Lucia Annibali, avvocato di 35 anni, aggredita nell’androne del suo palazzo mentre rientrava a casa. I Fatti: un uomo dal volto coperto le ha gettato in faccia dell’acido (probabilmente Vetriolo). Nonostante il dolori strazianti, provocati dall’ustione combinata con la corrosione del liquido, la Annibali, con grande forza è riuscita prima ad avvisare i Carabinieri e all’arrivo dei soccorsi ha sussurrato nell’orecchio di uno dei soccorritori il nome del colpevole. Al momento le autorità hanno posto in stato di fermo con l’accusa di “concorso in lesioni volontarie gravissime ”, Luca Varano di anni 35, un collega della Annibali con cui in precedenza aveva avuto una storia “Avrebbe mandato un uomo incappucciato a gettare dell’acido in faccia alla collega”.

Queste tragedie sono solo le ultime, in ordine di tempo, avvenute nel bel paese. I dati parlano chiaro nel 2011, il numero di donne uccise passa in pochi giorni da 78, numero altissimo, a 82. Nel 2012 la situazione peggiora notevolmente tanto che il numero sale in maniera esponenziale e le vittime sono 120, quasi il 50% in più del precedente anno. Questi dati di una crescita così prosperosa, se fossero riferiti agli incrementi dei fatturati di una qualsiasi Azienda sarebbero fantastici, ma qui si parla di persone. Si parla di donne vere, in carne e ossa e non di fatturati ecco perché questi dati fanno rabbrividire e non gioire.

A questi, vanno aggiunte tutte le violenze rimaste “Afone” alle orecchie della società, perché non denunciate dalle vittime. Violenze che nella stragrande maggioranza dei casi si consumano all’interno delle mura domestiche, con le vittime che sempre più si autoritraggono nella definizione di Vittime.

Vittime che dopo tanto subire, nel pieno della Sindrome di Stoccolma (*), arrivano ad empatizzare o peggio ancora a Giustificare questi atti di violenza commessi da quelli che dovrebbero essere i loro affetti più cari come: mariti, compagni, fidanzati, padri e chi più ne ha più ne metta.

Se poi abbiamo il coraggio di spostare lo sguardo su quei “ Paesi in via di sviluppo”  potremmo assistere a situazioni degne dei migliori “ film dell’orrore”. Episodi talmente violenti e continui da far rabbrividire anche i più forti. Come quelli avvenuti in India dove secondo uno studio, circa 153 attacchi di acido sono stati perpetrati ai danni di altrettante donne tra il 2002 e il 2010. Infine è ancora vivo dentro di noi il ricordo il caso Nirbhaya “colei che non ha paura” come è stata soprannominata dai giornali. La ragazza che nel Dicembre 2012 dopo esser salita su un Autobus a New Delhi, nella completa indifferenza di tutti i presenti, Polizia compresa è stata vittima di uno stupro di gruppo.

Purtroppo, questa piaga sociale è un fenomeno che colpisce a 360°. Le violenze infatti avvengono nei paesi del Sud quanto in quelli del Nord. Questo dato ci deve far riflettere e capire che gli abusi non sono esclusivi in quelle situazioni, socio economiche, definibili “al limite”, ma colpiscono tutte le categorie femminili, dalla donna Manager in carriera alla casalinga che bada alla casa.

Vorrei concludere questo post con una riflessione: Anche se i Giornali le Radio e le TV, usando in maniera impropria il titolo di un omonimo film, spesso li definiscono: “Delitti D’Amore”(*) questi Erano, Sono e Saranno sempre e solo degli Omicidi e con l’amore non c’entrano niente.

(*) Radio Baccano Gianna Nannini

(*) Il soggetto affetto da Sindrome di Stoccolma durante l’abuso o la prigionia, prova un sentimento positivo, fino all’amore, nei confronti del proprio aguzzino. Si crea una sorta di alleanza e solidarietà tra la vittima e il carnefice. (http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_Stoccolma)

(*)Delitto d’amore. Un film di Luigi Comencini con Giuliano Gemma, Stefania Sandrelli, Brizio Montinaro, Renato Scarpa.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/04/18/news/ostia_insegue_la_moglie_e_la_uccide_dopo_il_gesto_tenta_il_sucidio-56962733/

http://www.corriere.it/cronache/13_aprile_17/avvocatessa-sfigurata-acido-pesaro_550d32f0-a735-11e2-ae64-724b68a647ec.shtml

http://www.lastampa.it/2013/03/11/esteri/india-si-uccide-in-carcere-il-principale-accusato-dello-stupro-di-gruppo-sul-bus-UT7cJIILebrqNLOaGra2WK/pagina.html