Quale legge?


legge-giustiziaGli argomenti di ogni regime sono la menzogna e la coercizione. Queste vengono messe in moto attraverso la legge che, come è noto, non sente ragioni. Così si eseguono degli ordini in nome della legge, in nome dell’autorità, sapendo anche di fare la cosa sbagliata, e molti si danno la giustificazione dicendo “la legge è legge”.

Che motivazione è?

E’ la motivazione degli accondiscendenti, dei paurosi, o degli ignoranti. Molto spesso incontro gente che dice: “ma io avevo tutte le ragioni, e le ho fatte presenti”, ma che poi è stata costretta a sottomettersi all’ingiustizia, alla coercizione legalizzata, rimettendoci in salute e in danari.

Non giova all’umanità la legge di stato, neanche alla salute, la legge non ha altri argomenti se non la forza autoritaria e la retorica vuota.

La legge di stato è roba militare che si fa pregiudizio nell’opinione comune.

La legge di stato non ha nulla a che fare con l’umanità, né con la natura, né col buon senso, essa è un mostro creato per sottomettere i popoli, per ingannarli e beffarli, per estorcere loro danari e illusioni perenni di giustizia che mai avrà.

La legge degli uomini, quella giusta, è invece un’altra cosa, è regola che nasce dal confronto diretto tra le persone che decidono alla pari sui temi a loro più vicini e conosciuti, è norma non assoluta che si fa in accordo e che si disfa a seconda delle esigenze, è “assunto dinamico” nato dalla libera associazione di uomini e donne, non ha carattere coercitivo, lesivo della libertà.

La legge giusta è un contratto stipulato tra individui liberi che hanno discusso, analizzato, valutato le cose inerenti a ciò che essi conoscono da vicino (un territorio, un lavoro, una comunità).

L’astrazione, la violenza e l’assolutismo della legge di stato può essere difesa soltanto da chi pensa che un grande territorio non può essere lasciato nelle mani dei singoli cittadini, ma chi conosce le cose sa che questa è una falsa scusante, è un pretesto che fa comodo al sistema.

Per quanto grande possa essere un territorio, le comunità che lo compongono possono benissimo decidere da sole le leggi, e confederarsi se lo ritengono utile.

In una certa misura si faceva così prima della nascita degli stati nazionali, soprattutto tra i villaggi (assemblee di villaggio). E si fa così in democrazia diretta, o in anarchia. Per cui devono esistere le leggi, non “la legge”.

Leggi diverse per ogni comunità, decise da tutti i suoi componenti. La centralizzazione del potere statale ha inglobato e fagocitato le singole comunità, normandole e controllandole con la legge autoritaria del diritto romano, militare, guerresco, secondo cui non esistono ragioni umane o naturali, ma solo “ragion di stato”, e tende -riuscendoci- ad omologare comportamenti e pensieri, al solo fine di creare sudditi incattiviti (ma docili all’autorità) che lavorano per fare ricchi proprio quelli che fanno “la legge”.

Non solo, la legge di stato crea quel pensiero unico che fa difendere in maniera cieca la legge stessa, pur nella constatazione del dolore e della sua inefficacia, chiude la scatola cranica di colui che la difende e dice “è così e basta” (dogma).

E’ un sistema malato, che gira al contrario, che va in direzione disumanizzante, distruttiva, alienante.

La piramide militare va abbattuta, e al suo posto dovrà risorgere l’umanità e la vera civiltà.

Italiani Imbecilli