Sensazione di libertà

Il 22 febbraio ero circondato da centinaia di migiaia persone, e non so nemmeno come descrivervi la sensazione che ho provato. Per la prima volta nella mia vita ho avuto il netto sentore che le cose possano cambiare veramente, perchè il cambiamento è possibile. Per prima cosa ci tengo a sottolineare come i volti delle persone fossero illuminati di una luce nuova, di una speranza vera. Come ha detto una portavoce del movimento cinque stelle candidata alla regione Lombardia “senza le carezze la pelle di un bambino si indurisce, e allo stesso modo gli italiani hanno indurito la pelle e si sono abituati a prendere le mazzate dall’alto. Ma la nostra pelle non si è indurita così tanto da non sentire più quello che ci stanno facendo.
E ora stiamo reagendo”. In quella folla oceanica di persone la cosa più bella, era che si sentiva il profumo della libertà, ma la libertà vera, quella di pensiero, e quella di scelta. Tanto che una delle cose che spesso dice Grillo è “Se non siete convinti non votateci, non siamo qui a prendere i voti degli indecisi”. Quando ieri ero in piazza S.Giovanni a sentire le parole dei vari portavoce e di Grillo mi rendevo conto che non stavo ascoltando più quelle parole vuote, senza significato della vecchia politica. Una conquista grandissima di questo movimento è stata quella di fare riacquisire il senso alle parole, che ritengo sia l’unico modo per coinvolgere le persone alla cosa pubblica. Negli ultimi 20 anni
con la politica degli ormai innominabili(perchè per rispetto non si dovrebbe parlare dei “morti”)ci siamo abituati a spegnere il cervello quando li ascoltavamo, e le loro voci sono diventate portatrici di messaggi vuoti. In risposta a questa mancanza di senso abbiamo visto anche uno scivolamento di una buona fetta di italiani nell’astensione, che probabilmente è il segno più grave del fatto che i cittadini non si sentono più rappresentati dalle istituzioni. Ci sono italiani che non votavano da 40 anni, che hanno mandato delle email, affermando che ricominceranno ora. Credo che non sia cosa da poco vedere cittadini disillusi e ormai privi di speranza per il cambiamento, ricominciare a coinvolgersi. Ieri, in mezzo alla folla mi sono reso conto che possiamo riappropriarci della cosa pubblica. Come dice Beppe dobbiamo tornare ad essere una comunità, dobbiamo ricominciare a fidarci gli uni degli altri, dobbiamo aiutarci a vicenda, sopratutto considerato il periodo di crisi. Siamo forse perfetti noi del movimento cinque stelle? No. Siamo fascisti? Nemmeno. E ora i giornali ricomincino pure ad attaccarci dando a Grillo del populista e a dire che noi “grillini” siamo delle persone manipolabili, tanto il giorno delle elezioni si sta avvicinando. Un vento di cambiamento sta soffiando dopo tanti anni e questo vento spazzerà via molta polvere e molto marciume che si è accumulato durante questi anni. L’importante, credo, sia non mollare. Proprio ora che dei cittadini entreranno nelle istituzioni dobbiamo dargli il nostro totale appoggio, dobbiamo controllarli, e aiutarli a prendere le decisioni. Ma come avverrà questo processo? È mai avvenuto prima? No, è una cosa senza precedenti, e allora dobbiamo forse smettere di crederci? Le idee nuove nascono così e si procede per tentativi, anche se abbiamo già la prova che la democrazia partecipata funziona considerato il successo che abbiamo avuto in Sicilia e a Parma. E se volete nonostante tutto dare ascolto ai giornali di sistema come Repubblica, sarete allora ancora convinti che a Parma non è cambiato nulla e in Sicilia non sta succedendo nulla di innovativo. Il fatto è che non appena il M5S entrerà in parlamento lotterà per l’abolizione del finanziamento pubblico ai giornali. Quando riusciremo in questo intento riusciremo ad arrivare a una fetta sempre più grossa della popolazione e a quel punto nessuno potrà fermare la nostra lotta alla riconquista della democrazia. Ricordiamoci sempre che democrazia significa governo del popolo e così deve essere per chiamarsi tale, altrimenti si chiama partitocrazia. Ora domandatevi questo, volete vivere in un paese governato da partiti che fanno gli interessi dei pochi, come il PD o il PDL che rubano i soldi ai poveri per darli alle banche o alle industrie delle armi(entrambi hanno votato per l’IMU e per lo stanziamento di svariati miliardi per l’acquisto dei caccia F35), oppure volete che sia il popolo a governare?