Umiliati e offesi con un click

Umiliati e offesi, così si può sintetizzare il nostro giudizio riguardo le richieste di ratifica di provvedimenti presi da un gruppo arroccato nella politica.

Troppo facile denigrare la rete nel suo insieme o usarla solo per veicolare propaganda senza mai chiederne un reale confronto.

Le proposte risolutive più volte illustrate e rivendicate di questi anni, non hanno avuto udienza presso il “governo” degli eletti generato dall’inerzia o supponenza di pochi.

Nessun canale di concertazione è stato aperto, nessun coinvolgimento per sostenere le nostre rivendicazioni è stato possibile. Il confronto si è risolto sempre in modo unilaterale.

I giudizi per quanto articolati non possono prescindere dalla constatazione che gli interventi proposti non saranno sufficienti a contrastare una crisi involutiva che col passare dei giorni continua a mostrare aspetti di sempre maggiore gravità.

Siamo stanchi di essere chiamati in causa soltanto per interventi sporadici in un contesto che nulla a che vedere con argomenti concreti.

Siamo stanchi di un patetico click contro o in difesa ad un apparato che sembra sempre più ideologico che altro.
Noi non ci sentiamo elettori che delegano le proprie idee, per questo motivo ci sentiamo umiliati nel essere chiamati in causa solo per scegliere se cacciare una persona o no, certo, se esaminati singolarmente possiamo trovare personaggi utili ed apprezzabili, ma nell’insieme non vediamo una vera e propria strategia capace di contrastare la recessione e ad aprire prospettive per la ripresa.

Nel rivendicare la nostra autonomia di giudizio, siamo consapevoli che per la realizzazione di questi obiettivi che riguardano milioni di cittadini è necessario l’impegno e il coinvolgimento attivo di tutti.

Quindi vi consigliamo, se intendete realmente coinvolgerci in scelte politiche, di non inviare l’email con scritto caro elettore a 5 stelle, perché non ci sentiamo tali, questa volta, al voto d’espulsione non servirà neanche l’aggiunta dell’opzione vaffanculo, perché non intendiamo sostenere questa pantomima con la nostra partecipazione.

Noi non vogliamo far parte dei pavidi e dei fossili servitori.
Noi preferiamo far parte di un insieme di persone coscienti, critiche, dinamiche, operative, dignitose e rispettose della propria libertà, responsabili del proprio essere e di se stesso, che rifiuta il sistema mafioso, non lo legittima, che ha l’ambizione e la volontà di cambiare veramente!

Ci sentiamo umiliati e offesi ad essere accomunati a quella massa di inerti cronici pronti a seguire il capobranco di turno.