Zi’ Peppe: la scelta tra puzza o profumo

pisciataChe in rete si scriva di tutto ,specialmente sui social network come facebook, ormai è assodato.
Ci si perde in un mare di cazzate. Sia per chi scrive sia per chi legge .
Si trova di tutto. Per dirne alcune:  foto con motti ed ovvietà  scritti in lettere cubitali, proverbi e modi dire ultrapopolari … Che alla fine potrebbe essere una forma di cultura se non fosse che anche l’imbecille vicino di casa che bestemmia contro i rom e che si incazza per un motorino che passa sotto la sua finestra ci si ritrovi a sfogarsi su.
E noi che apriamo la pagina facebook e che ci siamo guardati bene di approvare l’amicizia ai vicini di casa ci troviamo a leggere – tra un buongiorno lanciato da una casalinga e una ruberia della casta urlata da un attivista o da un parlamentare 5 stelle –  le frasi del vicino piene di cazzate condivise da un altro utente , magari perchè quest’ultimo ha la figlia che frequenta la stessa classe del figlio dell’amico  del vicino di casa.
Ecco: i social network o i nuovi media diventanto un sorta di pisciatoio. Un “Zi’ Peppe”, come direbbe un mio saggio amico . Pero’ pubblico. Ci pisciano tutti. O quasi.
Se il mio vicino di casa scrive come mangia, dovrebbe farlo anche colui che gestisce o vuole gestire la nostra vita attraverso la politica oppure coloro che hanno lottato per proporsi e per rappresentarci dopo le consultazioni. E invece una volta eletti alcuni spariscono nelle loro stanze piene di bottoni e profumate, con i cessi falsamente lindi e pieni di carta igienica per pulirsi una volta appartatasi dal mondo esterno che puo’ dare fastidio, specialmente quando qualche argomento non è gradito.
Ho volutamente scritto come cago sia nei termini che nei contenuti. Ma solo perchè penso che servono davvero ‘sti pisciatoi pubblici  e anche se puzzano sono molto meglio dei profumati doppi servizi che lasciano tutto dentro casa o dentro i seggi elettorali.