La rottamazione: sostanza e forma.


Gli anni dieci del duemila, sono passati in tutto il mondo a parlare di crisi economica e, in alcuni Paesi, di crisi istituzionale: Egitto, Siria, Turchia, Ucraina è ovviamente l’Italia che lotta per non farsene mancare alcuna.

La crisi economica ha esasperato la già logora pazienza di individui che, a dispetto di tassazioni “scandinave”, vivono in un Paese del secondo mondo. Su questa esasperazione nascono a livello globale dei movimenti che protestano contro lo strapotere della finanza sull’economia, delle banche sulle aziende, delle lobby sulle amministrazioni e della politica sulla cittadinanza. La tendenza in tutte queste contrapposizioni è che la più potente, in virtù della crisi, tragga ottime soluzioni per maggiorare la differenza:  la finanza si gonfia e l’economia crolla, le banche si fanno rifinanziare le aziende chiudono e via dicendo.

Questi movimenti sparsi sul globo hanno nomi che tracciano brevi periodi, perchè, per loro fortuna, in quei Paesi i problemi si sono affrontati di petto e ora, gli stessi movimenti, sono denaturati, svuotati dei motivi per cui si sono costituiti. Così scompaiono gli indinados nella Spagna che sta uscendo alla grande dalla crisi, gli “occupanti di wall street” tornano a casa visto che gli USA, dove la crisi è nata, hanno una marcia in più .

In Italia? Ovviamente in Italia la nostra cara classe politica è la linfa vitale di quei movimenti. Tutto cambia per non cambiare e allora ti ritrovi a passare dal vecchio al nuovo vecchio. Pur di non essere travolti dai movimenti definiti “anti-politica”, definizione nata per bocca di chi invece la politica l’ha resa inattaccabile, funzionale ed autorevole e ne ha confuso la nobile etimologia greca “politikè” con il buon vecchio “aumma aumma”, la nobiltà seduta nei palazzi non ha preferito cambiare sostanza, ma cambiare nella forma.

La sostanza è che abbiamo il Paese più corrotto d’Europa, che regaliamo soldi alle banche e che compriamo F35 , peraltro obsoleti. La sostanza è che paghiamo quotidianamente sulla nostra pelle il peso delle inettitudini dei governanti: legge elettorale e annesso Parlamento tutt’ora illegittimo, promesse mai mantenute: “la priorità è la legge elettorale/legge anti-corruzione/legge sul conflitto d’interessi” che vagano nell’aria dal duemila ad oggi, comprese le famosissime riforme che data l’assenza di una forma ci si domanda cosa ci sia da ri-formare. La sostanza è la Bossi-Fini o la Fini-Giovanardi e decine di altre leggi meno famose definite con meschino e colpevole ritardo:”anti-costituzionali”.

Alla sostanza preferire la forma. Allora via di giovani, la cosiddetta rottamazione, più donne, modernità a go go e giù di tablet, smartphone e giubbotti di pelle. La sostanza? la sostanza verrà da se, verrà perchè chiunque sappia due nozioni base di economica, non può che prevedere che dopo la piazza pulita fatta in dieci anni non può che seguire una ricrescita o nel più disgraziato dei casi un lungo periodo di equilibrio. La sostanza si affoga nei dati sullo spread che scende, ignorando il significato di quell’indice, si nutre di dati con il “più o,0001%” e delle grandiose affermazioni di validi e autorevoli istituti “la luce infondo alla tunnel”.

Meglio darsi alla forma: rottamare significa più giovani in Parlamento, come mettere qualche donna qui e lì. Significa parlare tanto quanto twittare, postare tanto quanto partecipare. La sostanza diventa dunque un’ambiziosa necessità di chi vorrebbe avere non giovani al posto di anziani, non donne al posto di uomini o gay al posto di etero, semplicemente persone competenti. La sostanza , si, proprio quella, non conta più. Meglio avere Renzi, sempre più simile a Bruno Vespa, detto anche Vespa Peppa Pig, come giusta forma alla mancata sostanza. Forma, di Presidente, senza la sostanza, elezioni, esperienza e curriculum. Mosso dai soliti maestri, il burattino Renzi, si muove tra le mani di Napolitano, Berlusconi e D’Alema. Il volto però è nuovo, quello si, la forma vecchia è stata rottamata, la sostanza, quella purtroppo no, ecco perchè negli altri Paesi, certi “movimenti” sono spariti, in Italia non potranno che crescere.