In macchina con Grillo


Beppe, Lasciali Andare

Se mai mi fossi trovato in macchina con la signora Boldrini, tutto quello che avrei fatto è accompagnarla a casa, riempiendo il tempo del tragitto con le consolazioni di circostanza sugli inconveninti che l’avevano privata della sua auto o della sua scorta.

Altro non è pensabile. Altro non ci sarebbe stato da dire. La signora Boldrini rappresenta egregiamente una classe non dirigente, ma digerente, che va appunto accompagnata a casa, educatamente e possibilmente con eleganza; ma senza tentennamenti di alcun genere.

Ma in macchina con Beppe Grillo, qualcosina in più la direi.

Gli direi Beppe, hai fatto qualcosa di veramente grande. Hai rimesso in moto la speranza degli italiani onesti.

Ora, detto tra noi, da cittadino a cittadino, vogliamo realizzare quella speranza o soffocarla nella culla?

Perché il M5S non può durare a lungo senza strategia e, soprattutto, senza una chiara democrazia interna.

Perché il M5S rappresenta 9 milioni di italiani (ma potenzialmente MOLTI di più) che non possono essere diretti da due sole teste, per di più NON elette e d’altronde prive di uno specifico background politico-strategico.

Gli esseri dal grande corpo e dalla piccola testa, si sa che fine fanno, fin dalla preistoria.

Vuoi che faccia la stessa fine il MoVimento che più di tutti hai contribuito a creare? Ma che NON è cosa tua e tu sei il primo a dirlo?

Perché, diciamolo, qualche contraddizione anche nella tua azione c’è. Dici di essere solo “portavoce”, ma ogni tanto ti sfugge anche “leader”, e più di una volta ti sei comportato in modo da sembrarne piuttosto il padrone.

Vogliamo continuare così?

I parlamentari che tu stesso hai scelto con criterio assai discutibile – ora però ci sono, sono molto cresciuti e alcuni tra loro sono oggi in condizione di aspirare legittimamente alla leadership non solo del M5S ma del Paese.

E tu? Sfasci tutto con un post?

E non è certo la prima volta che succede.

La ragione è evidente. Il M5S comincia a sfuggirti dalle mani. Così hai bisogno di sbattere mediaticamente il pugno sul tavolo e far vedere chi comanda.

Anche se costa milioni di voti. Milioni, non meno, di Cittadini e Cittadine indifesi davanti alla macchina del fango della Tv e della stampa – che tu NON puoi NON conoscere. Cittadini e Cittadine cui viene servito il piatto pronto dei “colpevoli grillini”.

Insomma gli splendidi ragazzi in parlamento lavorano per mesi, faticano come formiche per portare a casa la briciola quotidiana, e tu mandi all’aria tutto per un tuo prurito?

La goliardata di occupare i banchi del governo è acqua fresca, rispetto ai danni profondi che ha fatto il tuo post.

Caro Beppe, ti chiedo di fare un esame di coscienza e di rispondere a questa sola domanda: il fatto che i parlamentari siano ormai autonomi da te, o possano esserlo, è un difetto o non è piuttosto la realizzazione del progetto M5S? L’embrione non di un governo “grillino”, ma di un Governo dei Cittadini?

A me pare che la tua sia la sindrome del padre possessivo, ben nota a tutti.

Questa cosa per cui vuoi che tuo figlio cresca forte e libero. Ma ti incazzi come una bestia quando mette in pratica la sua libertà, magari travalicando le tue indicazioni.

Perché in fondo lo vuoi autonomo, ma intendi obbediente. Come spesso i padri.

Perché pensi, e speri, che in fondo abbia sempre bisogno di te.

E invece, Beppe, nella vita e nella politica, arriva il momento in cui bisogna lasciarli andare. Rispettare la loro autonomia. Per fare, magari sbagliare, e per crescere.

Arriva il momento del taglio netto, dell’uccisione simbolica del padre – che arriva comunque. Bisogna solo scegliere se il distacco sarà consensuale o drammatico.

La nostra preferenza è ovvia. Nell’interesse del M5S e in quello ancor più importante del paese.

D’altra parte come può un padre guidare il figlio se non vive con lui, non frequenta gli stessi amici, non condivide gli stessi pericoli, e anzi se ne sta in un’altra città, riservandosi qualche irruzione di tanto in tanto?

È il momento della scelta, Beppe. È ora.

Da oggi evita i post irruenti e drammaticamente controproducenti, le scomuniche e tutto ciò che disorienta e impaurisce l’elettorato: precisamente quella parte dell’elettorato medio che il M5S vuole e può e ha disperatamente bisogno di conquistare.

Fai quello che sai fare meglio: ma fallo davvero: il portavoce.

Cioè NON quello che dice ai parlamentari ciò che c’è da fare. Ma colui che racconta all’Italia ciò che i suoi parlamentari e i suoi Cittadini-elettori gli hanno chiesto di dire.

Precisamente il contrario.

È quello che ci serve e che serve al Paese. Ora.

Lasciali andare.

 

mario albrizio


Un commento

  • Nicola Ciccolella

    Non sara`che sei arrabbiato perche`Beppe con voi non parla ? Ho l’impressione che volete salire tutti sul carro del vincitore ed indebolire il M5S dall’interno.