Si stava peggio quando si stava peggio.

Quindi vorreste risolverla così?

Tutte le volte che il sistema di potere viene attaccato e messo in discussione si procede per paradossali luoghi comuni? Violenza, deriva fascista, attacco alla democrazia, sessismo, omofobia. Si ribaltano azione-reazione, causa-effetto, si sposta l’attenzione ed il gioco è fatto? Succede così che in un Paese dove la corruzione rappresenta 60 miliardi di euro sottratti alla “democrazia”, dove l’intreccio mala-poteri dello Stato è documentato quotidianamente, dove il garante della Costituzione ordina la distruzione delle intercettazioni del processo Stato-Mafia, dove ci si trova perennemente a che fare con alluvioni per stupri ambientali, code per inefficienze e mancanze di strutture e di prospettive, dove la disoccupazione non è allarmante quanto la mancanza di cultura e di modelli “sani” di riferimento, succede che tutto è da discutere ma nulla da affrontare. Allora si glissa, non importa più se il Parlamento è anticostituzionale, se il Governo pratica Decreti Legge senza rispettarne i parametri di utilizzo, se le leggi ad personam sono state pronte e funzionali più di quelle per la collettività. Non importa se di risse in Parlamento ne abbiamo avute centinaia, se di politici indagati, condannati e pregiudicati ne abbiamo a tonnellate,  chi se ne frega se nei blog e nei social dei partiti di destra come di sinistra, la gente, quella comune, che non è mai stata ascoltata, adesso spera di farsi sentire alzando i toni e ringraziando e sperando Dio solo quelli.

Non importa se abbiamo un debito incancellabile e se si vive di infelicità, disperazione e fame, mentre pochi eletti apparecchiano tavola per loro e per pochi invitati. Non conta entrare nel merito, perché in Italia il merito nel senso stretto e nel senso lato non esiste. Il merito genera merito e questo spaventa gli indegni che preferiscono mantenere le poltrone. Se si assegnassero poltrone al merito, dove mai si potrebbero sedere questi affamati di onnipotenza?

Nei Paesi anglosassoni l’obbligo di chi è “in alto” è quello di mostrarsi impeccabile per generare modelli propositivi. Nel nostro Paese l’obbligo è quello di mostrarsi furbo, altrimenti come sopravvivi?

Allora si genera furbizia, ma non tutti sono furbi, allora molti diventano criminali.

Succede quindi che da meno di un anno c’è in questo Paese, un contributo della ormai non più famosa “società civile”. Non si colloca a destra o sinistra ma si mette dalla parte del cittadino perché essa stessa è cittadinanza. Un’anomalia: cittadini e politici, due sistemi che non avevano mai avuto nulla a che fare se non quando in cambio di un voto si riceve un cinquantone o scorte di pasta e viveri.

E’ normale che tra queste due diverse entità, strada e palazzo, ci siano scontri. Scontri si, quelli che poi passano per violenza. Quelli per cui gli altri 20 anni passati a distruggere il Paese invece li chiameremo “mitici” o “pacifici anni di amore e democrazia”di partiti delle libertà e solo adesso capiamo il significato.

Con un colpo di spazzola si cancellano i motivi delle proteste di piazza: “violenti, anarchici, insurrezione di pochi soggetti criminali.” Si cancellano le opposizioni: “ ostruzionismo, deriva fascista, attacco alle Istituzioni e fango mediatico”.

Non conta quindi entrare nel merito, non conta che si siano acquistati gli F35, che i nostri militari siano ancora in Afghanistan e che l’Imu non la paghiamo Imu ma la paghiamo Tari, Tarsu e Supercalifragili. Non importa che la legge elettorale si faccia fuori dal Parlamento tra un condannato ed un segretario e non venga discussa in Parlamento. Non conta che abbiamo aumentato i dividendi agli azionisti delle banche regalando a Bankitalia 7,5 miliardi di euro e regalato altri miliardi alle concessionarie del gioco d’azzardo.

Conta, e come, parlare di Boldrini e Daria Bignardi, glissando lo schiaffone di Dambruoso, quella non è violenza, certo che no. Conta parlare di sessismo. Le presunte attitudini orali di alcune deputate è sessismo, la pagliacciata delle quote rosa no, così come non sono sessisti i modelli per le giovani ragazze che si prostituiscono o fanno le “camgirl” in un Paese che oltre alle baby squillo ha le “nipoti” dei più potenti che fanno le prostitute (non escort, quella è un auto) e si arricchiscono di fama e denari.

Conta parlare di gossip, di clamore, di scandalo, di violenza perché è più facile analizzare le conseguenze che capirne le cause.

Così, mentre noi stiamo ad ascoltare giudizi giurassici di dinosauri, politici, giornalisti e presunti tali, la tavola è apparecchiata,  l’attenzione è distolta. A tavola tornano a sedersi i soliti, pochi ma pessimi  e se vi dovessero invitare mi raccomando: ruttate a fine pasto. Non è segno di maleducazione, per i commensali quello è segnale di gradimento.  Basta vedere il lato sbagliato delle cose.