Dallo stupore alla stupidità

Ci cacciano dentro un labirinto, parlandoci della comunicazione e ci costringono a regredire per amore del superamento futuro e dell’espansione finale. I nostri maestri non escono più dalla logomachia, e dopo aver sostituito tre dozzine di parole, che capiamo, con tre dozzine di parole sconosciute, mediante le quali creeranno un codice a loro uso e consumo, ci informano di aver gettato nuove basi e ci invitano a tributar loro ammirazione. Mai spiegazioni del mondo furono così miserevoli, poiché i pesi e le misure sono falsi, i punti di riferimento tutti discutibili, per non parlare poi dell’adozione di certi termini, stiamo entrando nel caos delle idee e vi siamo condotti dalla prostituzione delle parole. Nessuno è più quel che è e ognuno vuol essere diverso, rifiutando però di diventare quel che si studia di apparire, di qui i mille imbrogli inconcepibili, gli autori dei quali perdono la bussola in mezzo ai loro stessi illusionismi. Conseguenza di ciò è uno stupore universale, e se si ascoltasse a lezione della Storia, si saprebbe che dallo stupore alla stupidità il passo è quanto mai breve.