L’Onestà andrà di moda… forse, e non per tutti!


E niente…
ieri sera, per caso, ho incontrato due attivisti, o forse dovrei dire ex-attivisti.
Persone per le quali nutro un grande affetto e che hanno la mia stima.
Persone che, come attivisti, si sono spesi tantissimo per il territorio salentino.
Loro due sono stati la degna conclusione di una giornata poco gratificante per quanto riguarda l’attivismo (in un caso, è bene dirlo, per mia responsabilità. Troppo precipitoso nello scrivere e pubblicare una frase, dalla quale si è generata una polemica. Pur restando dell’idea che in un certo agire non ci sia stata trasparenza, sarebbe stato meglio tenere le dita ferme).
Dalle loro parole, traspariva delusione, rassegnazione e forse indignazione. Forse, la stessa delusione e indignazione che accompagna me nell’ultimo periodo.
Quella delusione e indignazione che affiorano ogni qualvolta ascolto certi portavoce (con relativo seguito di lacchè adoranti) che abusano della propria carica per redigere liste di proscrizione verso qualche attivista.
Quella delusione che affiora quando compaiono li “cappeddrhari”, quelli che vogliono mettere il cappello su tutto. Anche su battaglie come quelle ambientali, che dovrebbero coinvolgere tutti i cittadini indipendentemente dal credo politico.
Le loro parole hanno in qualche modo riacceso in me quel dubbio sul continuare o meno a fare attivismo sotto una bandiera.
Molto è cambiato dal “BOOM”. Solo in pochi sono rimasti con lo spirito del 2009 e ancor prima del 2007, quando non c’era la “poltrona” in palio.
Ha ragione Grillo quando dice: “Nel 2013 abbiamo imbarcato di tutto”. Ma caro Beppe, forse lo hai voluto anche un po’ tu, imbarcare di tutto!
Ancor più ragione ha D’Ambrosio quando scrive: “Gli “attivisti” (le virgolette non sono casuali) sono diventati un problema perché con la “popolarità” del MoVimento 5 Stelle è lì, nei gruppi locali, tra gli attivisti (quelli veri) dove abbiamo “imbarcato” i prossimi pronti all’assalto alla poltrona, tutti caratterizzati da alcune caratteristiche comuni: poco studio, poca qualità e ricerca continua della visibilità.”
Poco studio, poca qualità (morale, aggiungo io), ricerca continua della visibilità. … Queste caratteristiche mi ricordano qualcuno, anzi, più di qualcuno. Sfruttano i problemi del territorio per mera visibilità personale, senza avere la cultura del territorio e senza cultura personale.
E già! A causa di questi i veri attivisti si allontanano.
E’ successo nel mio paese. Succederà in altri. Resteranno gli arrivisti o quelli che pasce il portavoce di turno.
Tante volte al mio amico Davide ho confidato se fosse il caso di andare avanti. Se non fosse il caso di “abbandonare” la bandiera e tenere solo le 5 Stelle. Quelle 5 Stelle (Acqua, Trasporti, Connettività, Ambiente, Sviluppo Sostenibile) che dovrebbero essere la barra direttrice di una Amministrazione e soprattutto dei Cittadini.
In questi ultimi giorni, ancor più da ieri sera (grazie a questi due amici), la riflessione è d’obbligo.
Fermarsi qui e dire “OK! ci ho provato… questo non è più il mio MoVimento, tolgo il disturbo”, oppure andare avanti.
Andare avanti in modo diverso. Ricominciando dall’inizio: dal meet-up locale, dalle 5 Stelle e dal proprio Comune.

L’Onestà andrà di moda… forse, e non per tutti!

(Antonio P.)


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