L’uomo sullo schermo


L’uomo calvo indica il tipo grassoccio inquadrato sul megaschermo.
– Dobbiamo proprio stare a sentire le sue cazzate?

L’uomo seduto sul divano azzera il volume.
– È il suo momento. Finché dura.
– La sua unica forza è il vuoto che lo circonda.
– Interessante fenomeno politico che non ha nessun riscontro nelle leggi della fisica.
– Il fenomeno più interessante è che qualcuno creda ancora alle sue cazzate.
– Non sono più in molti, per la verità.
– Sono comunque abbastanza. Più del 30%.
– Il 30% del 50%, e solo per disperazione.

L’uomo calvo accenna un sorriso.
– Beh, lui è il ritratto dell’ottimismo.

L’altro posa il telecomando con un gesto d’insofferenza.
– Adesso potrebbe anche smetterla con questa sceneggiata.
– È impossibile. Cesserebbe di esistere. Non può smettere di recitare il suo personaggio, perché non è nient’altro che il suo personaggio. Non può togliersi il costume, perché non è nient’altro che quel costume. Vuoto.

I due guardano il faccione grassoccio riempire il megaschermo.
– Quanto credi che durerà?
– Non quanto spera.
– Piacerà ancora al paese fra tre anni?

L’uomo calvo ridacchia.
– Fra tre anni il paese non esisterà più, almeno come stato sovrano. Saremo un villaggio turistico gestito dalla UE.
– E avremo un animatore come premier?

L’uomo calvo indica lo schermo.
– Quello è già successo.


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